Bergamo anno zero

I due mesi che hanno cambiato per sempre il volto della provincia lombarda

Tiziano Rugi

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Medici e operatori sanitari che hanno affrontato in prima linea l’emergenza Covid-19 e hanno assistito
impotenti al dilagare del virus nella città di Bergamo, raccontano le drammatiche settimane che hanno
vissuto, tra speranze e paure. Un medico di terapia intensiva, un’infermiera e un infettivologo di un reparto
Covid creato in pochi giorni, un anziano medico toscano partito con la Croce rossa per aiutare i colleghi
bergamaschi, una giovane guardia medica, due medici di famiglia e la direttrice di una Rsa che ha visto
decimati i suoi anziani ospiti. Testimonianze di chi si è trovato in prima linea contro il virus, voci che sono
anche un mezzo per denunciare quello che non ha funzionato nella gestione dell’emergenza: mascherine
introvabili, tamponi che non vengono fatti, il contagio che si diffonde negli ospedali, la sciagurata delibera
della regione per ospitare i pazienti Covid nelle Rsa, i dati che non tornano e la zona rossa che doveva
essere fatta ma nessuno ha scelto di fare. Le cose potevano andare diversamente? Forse, ma la regione con
le migliori eccellenze ospedaliere, che attrae pazienti da tutta Italia, da anni si era dimenticata la medicina
del territorio e la prevenzione. Così la tragedia diventa uno spunto per ripensare una sanità che è stata
spinta troppo nelle mani dei privati, perché la pandemia ci ha ricordato che il compito delle istituzioni è
tutelare il benessere della comunità.

Informazioni aggiuntive

ISBN

978-88-94953-63-3

EDIZIONE

14×20, pagg. 116

ANNO

COLLANA

AUTORE

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