Nati alle 3.32

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L'Aquila: dieci anni di silenzio

«Non puoi vincere una guerra più di quanto tu
non possa vincere un terremoto».
Jeannette Rankin

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L'Aquila: 6 aprile 2009, ore 3:32. La terra trema e fa 309 morti. Gli sfollati saranno 65.000 ma, solo alcuni di loro, aiutati dall'opinione pubblica, dalle associazioni e dai movimenti, riuscirà ad arginare il dramma scaturito da una delle più gravi catastrofi degli anni 2000 in Europa. La ricostruzione, a dieci anni dal sisma, non è ancora nell'agenda politica. Alcune piccole oasi sono rinate, ma il centro storico della città, cuore pulsante dell'Aquila, rimane un cumulo di macerie silenzioso. Un racconto a più voci fatto da persone, la cui nuova vita è iniziata alle 3:32 del 6 aprile 2009. Lo spaccato di una società in continuo mutamento che prova a ricostruire il tessuto sociale di una città in agonia all'ombra delle costruzioni non più "temporanee" che hanno preso il posto del capoluogo abruzzese. Quello che vi raccontiamo è una verità scomoda su ciò che realmente è accaduto e su ciò che potrebbe non accadere mai.

9788894953305
2019-04-11