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titolo: Il viaggio di Joëlle
autore: Vanessa Sacco
collana: Parole in viaggio
pagine: 295
isbn: 8890148047
prezzo: € 10
scheda
rassegna stampa
autore
l'intervista
Com'è nata l'idea del romanzo?
Semplicemente scrivendo. All'epoca stavo leggendo L'identità di Kundera, ed ero affascinata dal silenzio, dai ralenti dell'azione, dai flash-back? Forse mi ha influenzato un po'!
L'incipit della sinossi recita: "La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita". E' questo il liev motiv del libro?
Il viaggio è il soggetto dinamico per eccellenza, la trama ideale di ogni storia proprio per il suo insito divenire, ma anche del destino dell'uomo, che se non si fosse mai spostato dalla sua caverna, probabilmente avrebbe ancora la clava. E poi, chi non vorrebbe, anche per un solo giorno, avere una seconda pelle, una nuova chance, trasformarsi davanti ad altri occhi, rispondere con una lingua sconosciuta?
Joëlle è una donna fondamentalmente fragile che sembra vivere in una altra dimensione rispetto alle persone che le stanno intorno...
E' questo il suo fascino, un po' come quelle donne naturalmente eleganti che anche in pigiama potrebbero ricevere, ma sono anch'esse umane, e la loro perfezione si rivela puro make-up evanescente davanti ai più comuni drammi cui comunque non possono sottrarsi.
Cosa hanno in comune due città apparentemente così diverse come Parigi e Bucarest che sono da scenografia alla storia?
Nell'atmosfera complessivamente rarefatta, grigio perla dell'ambientazione, Parigi e Bucarest mi sono apparse attraverso lo stesso filtro. E' stata una scelta puramente visiva.
Il circo, insieme a Joëlle, è l'altro vero protagonista del romanzo. Un luogo magico e meraviglioso ma nello stesso tempo reale e tangibile, che fa da cornice alla ricerca di questo padre fantastico.
Il circo mi è servito per colorare di magico e poetico un'invenzione che, pur essendo fantastica, è ambientata nella nostra epoca, un'epoca volgare, di plastica, dove purtroppo urge la cronaca e il sogno è accessorio.
Altro elemento che affiora nel testo è il senso di libertà.
La libertà è legata al significato profondo del viaggio: la libertà di cambiare per essere se stessi e mille volte diversi. Libertà che io provo scrivendo, cioè inventando delle persone in cui immancabilmente rifletto un po' di me, e recitando, cioè giocando ad essere altro da me.
In definitiva però Il viaggio di Joëlle? è una grande storia d'amore.
Cos'è la vita senza l'amore? E poi a me piacciono così tanto le storie d'amore!
Come mai l'idea di pubblicare il tuo romanzo con una piccola casa editrice come la Round Robin?
Piccoli si nasce, ma grandi si diventa. A parte gli scherzi, è stato un caso fortuito e fortunato, ma la Round Robin ha un pregio che è già di buon auspicio: ha l'attenzione e la passione di chi parte ed arriva per partire (canzone scout).