l'intervista
In poche battute, come definiresti "Il mio cuore ha due battiti"?
Divertente! Quando ho capito che la mia testa aveva sfornato questa storia ho cominciato a ridere. Ero da solo, in camera e mia madre mi ha preso per matto. Oggi mi diverto ancora a leggerlo.
Il romanzo ruota tutto intorno al suo protagonista Carlo e alle sue esotiche avventure. Cosa ti piace di lui e cosa invece detesti?
Carlo è un piccolo supereroe, mi ricorda quasi un fumetto. Mi sforzo ogni giorno di essere come lui ma non sempre ci riesco, non sono tanto coraggioso. La cosa che non mi piace di lui è che non ama il mare mentre io non potrei farne a meno.
Da Roma all'isola de La Gomera, due mondi apparentemente distanti, due scenari contrapposti che evidenziano maggiormente la trasformazione di Carlo da "eterno sfigato" ad impavido amante all'inseguimento del suo amore. Così com'è, sembra la storia di un romanzo d'altri tempi…
Direi che invece la sua sia una storia estremamente attuale. Il suo modo di amare, il suo romanticismo, la sua sensibilità sembrano appartenere a qualche personaggio del passato. In fondo però non mi sembra ci sia grande differenza tra passato e presente. Amiamo allo stesso modo da migliaia di anni, almeno quello non è cambiato. Abbiamo solo paura di essere noi stessi ma Carlo ci insegna che amando si diventa più forti.
La voglia di evasione che traspare leggendo il libro è forte e pervade il romanzo dalla prima all'ultima pagina.
È da quando ho diciotto anni che ho capito di essere un perfetto ignorante e che solo viaggiando e studiando si ha la possibilità di vedere il modo in maniera più equilibrata e distaccata. Ho provato a fare lo stesso con il personaggio del libro anche se lui è molto più pigro di me.
Una storia a cui non mancano colpi di scena e forti emozioni, dove realtà e fantasia si dividono equamente la parte ed un finale, che non sveliamo, che lascia tutti a bocca aperta.
Sono stato rimproverato per aver terminato il libro in questa maniera ma la storia è venuta fuori in un modo molto naturale e non sono stato lì a pensarci troppo. Non pensavo che questo racconto diventasse un libro!
Questo libro l'hai scritto tempo fa, se lo dovessi riscrivere oggi modificheresti alcune parti?
Sono passati cinque anni. Sarei pronto a modificare quello che sono adesso ma il libro no, così è e non potrei cambiare una virgola.
Una domanda tecnica. Quanto tempo hai impiegato a scrivere il romanzo e in che modalità hai costruito la storia?
Mi ci sono voluti tre mesi. Anche se in realtà l'idea è nata in un paio di sedute…
Tra i ringraziamenti alla fine del libro, citi Andrea De Carlo, Niccolò Ammaniti e Arianna Dagnino. Sono queste le tue letture preferite?
Sono le letture di quel periodo. Continuo a leggere questi autori ma fortunatamente ho avuto modo di allargare i miei orizzonti letterari. L'ultimo libro che ho letto mi è rimasto nel cuore per diverse settimane: Tiziano Terzani, "L'ultimo giro di giostra". Stupendo.
Come mai l'idea di pubblicare il tuo romanzo con una piccola casa editrice come la Round Robin?
L'idea non è venuta a me ma a quel pazzo dell'editore. Ancora non ho capito il perché della scelta. Piccola Casa Editrice sinonimo di grande passione!
Hai in cantiere un nuovo libro?
Assolutamente sì. Musica e quando parlo di musica parlo di rock. È di questo che si parla nel mio prossimo libro.