Guerrilla Radio (Vittorio Arrigoni, la possibile utopia)

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Vittorio “Vik” Arrigoni ci ha raccontato la tragedia del popolo palestinese dall’interno. Una vita dedicata all’attivismo e al volontariato, dove il lavoro di reporter di guerra assume una dimensione profondamente umana.

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“Restiamo umani” non è soltanto un facile titolo o uno slogan. Sono le parole con cui Vittorio Arrigoni - per gli amici Vik - chiudeva gli articoli del proprio blog o delle testate di cui era corrispondente. Parole che rappresentano ancora oggi quei valori di solidarietà e uguaglianza ai quali ha dedicato la sua intera vita, fino alla fatidica notte del 14 aprile 2011 in cui è stato rapito e poi assassinato a Gaza City dal terrorismo jihadista salafita. Vittorio era un attivista, uno scrittore sensibile, un pacifista, un ragazzo che aveva deciso di vivere nella Striscia di Gaza, accanto al “suo” popolo palestinese, piuttosto che in Brianza. Un percorso realmente umano, le cui radici affondano nel volontariato e nel concetto del prossimo più di quanto possa significare essere un reporter di guerra. Ma d’altronde “un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”.

2015-10-23