Racconti mediterranei (Immagini, memorie, azioni nell'arte contemporanea)

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Immagini, memorie, azioni narrate da artisti contemporanei negli ultimi decenni a rendere vive le componenti identitarie e il composito paesaggio dell’area del mediterraneo.

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Questo libro offre l’occasione di attraversare nella narrazione di alcuni percorsi la consistenza del legame che negli ultimi trent’anni una larga parte della produzione artistica contemporanea ha intrattenuto e mantiene con la propria tradizione culturale originaria nell’area geografica del Mediterraneo. L’angolatura prescelta è dunque, nell’ambito individuato, quella del rapporto dell’arte contemporanea con la tradizione culturale d’appartenenza a cospetto delle emergenze attuali. Nonostante il panorama indicato concerna lavori artistici contrassegnati dalla contemporaneità, sia per quel che concerne i media utilizzati che per le tematiche affrontate, corre sottotraccia un refrain che richiama la “terra natale”. Il paesaggio artistico contemporaneo del Mediterraneo è multiforme; si impone come una massa talmente eterogenea di declinazioni da rendere impraticabile ogni ragionevole sintesi. L'intento di individuarne dei tratti identitari, escluse le eventuali assonanze formali e stilistiche, è perseguibile rintracciando persistenti trame comuni di memoria innestate sui pressanti temi del presente. D'altra parte è in ogni caso impossibile configurare un'eventuale identità territorialmente diffusa quando la si estirpi dalle radici e dall'appartenenza a una memoria e una storia collettive e condivise o quantomeno i cui confini siano stati reciprocamente lambiti. Nello specifico dell'arte contemporanea, la funzione osmotica svolta dalla globalizzazione non sembra aver sempre intaccato gli intrecci originari, quanto piuttosto essersi limitata a esserne lingua veicolare. Va aggiunto che, diversamente da ogni tipo di letteratura, l'opera d'arte visiva non richiede traduzioni salvo che non sia costituita dalla parola. In ogni caso, che il testo scritto si offra o meno a compendio dell'opera la componente visiva può dirsi dominante e la sua “lingua” resta oggi, come nella storia passata, universalmente comprensibile.

2017-10-27